Gli Amici del Faloria a Torino in occasione dell'Ostensione della Sindone
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La gita a Torino del 25 aprile, in occasione della visita alla Sindone, si preannunciava sotto la pioggia battente, mentre siamo stati accolti da una splendida giornata primaverile, che ci ha permesso di ritrovare festosamente 'amici vicini e lontani'. Secondo le tassative raccomandazioni della nostra Federica, domenica 25 aprile alle ore 7.45 dovevamo essere tutti pronti, allineati e coperti, al parcheggio dell'albergo, per la partenza verso il Duomo di Torino, ma, guarda il caso, chi mancava? Sì, proprio lei, Federica, che poi, alle 8.15 ha cercato di arrampicarsi sugli specchi con giustificazioni diplomatiche, più o meno convincenti. Probabilmente, dopo le libagioni e le bevute della sera precedente, la nostra Vice-presidente non ha sentito la sveglia, ma questo non si dice..... Sì, perchè sabato sera siamo stati a cenare in allegria (vi ricordate i tre cantori?) in un locale tipico vicino alla reggia di Venaria, dove il cibo era accompagnato da un vinello rosso piemontese e la nostra Federica, che dice di essere astemia, forse ha voluto assaggiare questo vinello, con le conseguenze che abbiamo appurato la mattina successiva.
Comunque, domenica alle 8.15, riusciamo a partire e, dopo un'ora e mezza di coda, entriamo a vedere la Sindone.
Si creda o no che la Sindone sia il telo su cui è stato avvolto il corpo di Gesù Cristo, averla vista è stato per noi un'emozione grande, perché rappresenta la testimonianza di una persona, che ha sofferto veramente le stesse atrocità, che, come raccontano i Vangeli, ha subito Gesù Cristo. Per la verità l'immagine è molto tenue, ma la presentazione documentale, con le conosciute foto in negativo del volto di Gesù, che ci è stata proposta prima di entrare al Duomo, ha dato completezza alla visita.
Nel complesso questo fine settimana a Torino è stato positivo e diverso dal solito, sia perché è stato un momento di raccoglimento su una icona storica, che rappresenta la morte e la sofferenza di Gesù Cristo, sia perché è stato un'occasione di ritrovarci e di rafforzare i legami tra alcuni di noi, che facciamo parte della grande famiglia degli Amici del Faloria. Per questo, grazie Federica.
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