In ricordo di Madre Agostina
Lo scorso 25 aprile la carissima Madre Agostina ci ha lasciate. Tutti noi Amici del Faloria abbiamo conosciuto Madre Agostina durante i soggiorni natalizi e/o estivi, mentre, con pazienza e simpatia, si dedicava all'ascolto di coloro che si avvicinavano a lei per chiedere consiglio.
Madre Agostina rivolgeva il suo pensiero soprattutto alle Missioni dell'Istituto ed alla famiglia, nucleo portante della società. Tra le altre attività amava organizzare, insieme agli Amici, due particolari momenti: la Messa dell'Assunta e la Messa del primo giorno dell'anno, dedicate alle famiglie del Faloria ed alle Missioni.
Vogliamo ricordare Madre Agostina attraverso alcune testimonianze di chi l'ha conosciuta nei periodi in cui era al Faloria ed anche di chi l'ha conosciuta come Docente, Preside, Amica….
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Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha
dato la Sua vita per noi; quindi anche noi
dobbiamo dare la vita per i fratelli (1GV 3,16)
Non piangete la mia assenza:
sentitemi vicino e parlatemi ancora
Sant'Ambrogio
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Dalla Gazzetta di Parma del 27 aprile 2007 (di Rosangela Rastelli)
E' morta, Madre Orsolina, Agostina Marchetti, insegnante e poi preside alle Medie e al Liceo S. Orsola di Parma per oltre 35 anni e figura notissima a Parma per aver avuto fra i suoi alunni e alunne note personalità cittadine che hanno fatto la storia della città nell'ultimo ventennio.
Cara Madre Agostina,
volevo scrivere un articolo su di lei. Fu 20 anni fa. L'avevo appena conosciuta e mi sembrava proprio un bel personaggio per la mia " Parma in controluce" e per la Gazzetta, anche se nel Suo Liceo Classico di cui era Preside, in via Orsoline 2, Lei era tutt'altro che in controluce. Conosciutissima, illuminata dai " fari"cognitivi e critici dei suoi alunni, dei suoi professori e soprattutto dei genitori. Era la mitica madre Agostina che scivolava furtiva,( il velo sempre un po' di traverso, i capelli ribelli e controvento come lei), dentro e fuori dai corridoi, dalle aule, dalle cappelle ma soprattutto dentro e fuori da quelle giovani teste in evoluzione e talvolta in involuzione, di adolescenti un po' anarchici ed un po' ossequienti, un po' frustrati ed un po' onnipotenti. Mi aveva vietato con cipiglio imperioso di scrivere qualsiasi cosa su di lei e a me che insistevo dicendole: aveva risposto brusca, tagliando corto:< Me lo farai quando morirò oppure mai.> Eccomi, allora, cara madre, oggi, a scrivere di lei senza il suo sorriso di allora, senza quel suo occhietto ammiccante e ironico di chi conosce il mondo, gli uomini, le passioni, i peccati e le resurrezioni, i Golgota del vivere e gli sprazzi di felicità, i " su, su" ed i " giù, giù" di tutti noi di cui sapeva piangere e ridere, come se fosse stata una spia di Dio. E un po' spia delle anime lo era davvero. La ricordo camminare in via Cavour, nell'ora intensa della "vasca" dei suoi ragazzi, sempre controcorrente, snocciolando il rosario che sparava grano a grano, contro il vacuo di quelle processioni del divertimento ma pur sempre dell'amicizia. > le aveva gridato una sera, un gruppetto provocatorio e Lei, pronta, come un uguale boomerang di provocazione:< Prego per Voi più da vicino..> < Preghiere inutili, perdute..> ma poi, chissà come ,questa Madre Agostina era glissata dentro anche a loro. Un'altra mattina, l'avevo incontrata in piazza S. Bartolomeo dentro un Pub di nuova gestione. < Vengo a vedere un posto dove verranno tutti i miei giovani e poi ( aveva abbassato il tono di voce solo per me) vengo a spiegare ai gestori forestieri alcune cosette di Parma e dei miei allievi…insomma come vanno le cose qui…>.
Un genitore della Scuola l'aveva soprannominata "Madre Cavour" per questa sua straordinaria capacità di mediare, di legare, allacciare, cucire e ricucire i rapporti, le smagliature, gli strappi che si erano verificati nel tessuto scolastico o famigliare. Una rammendatrice formidabile anche dei buchi neri provocati dalle ferite del vivere o dalla incapacità a vivere. Piaghe sedimentate nella polvere e nelle amare delusioni del tempo e degli avvenimenti.
Ecco, questa era stata Madre Agostina per Parma dove era approdata, ancora bambina, da Modena. Lei aveva adottato la nostra città e ne era stata adottata, talvolta con amore, talvolta con rabbia, con accettazione o rifiuto, mai con indifferenza. In ogni modo lasciava un segno, tracciava solchi. Seminava certezze nei dubbiosi, fiducia negli insicuri, nei tormentati e, all'occasione, dubbi in chi era troppo sicuro di sé. Era anche chiamata " Madre Confessora" perché una saletta privata del Convento era sempre aperta al dolore di tutti. Se ne usciva più consapevoli. Un dono il suo che certamente Le derivava dall'essere Orsolina Missionaria del mondo ( dall'85 al' 97 Madre Generale) nelle Missioni SeCo ( Servizio e Condivisione) nelle Filippine, in Cina, in Giappone, in Australia. Sapeva tutto di questi popoli: usi, costumi, civiltà, storia, religione, bisogni, povertà, problemi .Non dimenticherò mai il suo pensiero:< Non bisogna mai andare là ad imporre la nostra cultura, il nostro credo, le nostre regole solo per convertirli…Prima dobbiamo indossare i loro vestiti, la loro mentalità, le loro miserie, il loro dolore. Prima dobbiamo amarli, capirli, accettarli, condividerli. Dobbiamo farci altri, farci loro, come Dio si è fatto noi…>Addio, Madre Agostina. Grazie per essersi messa anche i nostri vestiti parmigiani.
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Lasciate che i piccoli vengano a Me.
La preparazione della Celebrazione Eucaristica per i bambini e le Famiglie al Faloria vedeva impegnata Madre Agostina con semplicità ed attenzione, in modo tale che anche i più piccoli potessero capire il significato dell'incontro con Gesù.
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Una persona amica di Madre Agostina scrive:
E' MORTA MADRE AGOSTINA MARCHETTI, ORSOLINA MISSIONARIA E GRANDE EDUCATRICE. IL SUO PENSIERO:
"SULL'ORLO DELL'INFERNO PUR DI SALVARE LA GIOVENTU'"
Madre Agostina Marchetti, Orsolina Missionaria, notissima a Parma per essere stata per più di 35 anni insegnante e Preside al Liceo S.Orsola di Parma e poi Madre generale di tutte le Orsoline Missionarie nel mondo, ci ha lasciato il 25 aprile scorso, ma non è morta. Vive nelle intere generazioni di parmigiani che ha educato e sono cresciute con Lei e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna ( o era Provvidenza?) di fare un incontro o uno scontro mai banale, mai fortuito, con questa madre ferrea e flessibile. Era stata talvolta una vera folgorazione sulla loro via di Damasco interiore in un periodo di crisi o di svolta della vita. Certamente nel mosaico interiore di tutti noi, qualche tassello porta il nome di Madre Agostina. Coltissima, acuta e piuttosto severa nei suoi primi anni di insegnamento, era poi diventata molto comprensiva, comunicativa, una vera psicologa nel sondare le pieghe e le piaghe dell'animo umano.
Lo scrittore Giorgio Torelli ( sua moglie Carlina Mantovani era stata da studentessa compagna di banco della Modenese Agostina) l'aveva subito ribattezzata "Madre Cavour" per la Sua straordinaria capacità di mediatrice o, se vogliamo, di politica della scuola ( fra genitori, insegnanti e figli) e per la sua capacità di proporre senza imporre, di mettersi nelle teste dei suoi adolescenti tutti luce e ombre, obbedienza e trasgressione, sottomissione e anarchia. Difficile gestire gli adolescenti ma Madre Agostina cercava di guidarli, con spirito di critica ed autocritica, in una irta, tortuosa scalata verso se stessi. Se stessi, appunto, non verso traguardi uguali per tutti ma, talvolta, addirittura opposti come nei casi di Chiara Valentini che divenne giornalista di Repubblica e dell'Espresso o di Paola Vecchi che, fattasi suora, fu per oltre 20 anni Superiora delle Oblate di S. Francesca Romana a Roma nel convento di fronte all'Ara Coeli , dove tuttora vive. Entrambe avevano seguito, prima di tutto, la propria coscienza. Cogente.
" Sull'orlo dell'inferno per salvare la gioventù" questa fu l' intelligente linea-guida della madre che seguiva,( un vero segugio di Dio), i suoi allievi in via Cavour, nei pubs, nei loro locali di divertimento e trasgressione. Una provocatrice. Di speranza. Anche fuori dalla scuola sapeva farsi " altra", scendere nel baratro delle sofferenze altrui per poi cercare di risalire insieme. La chiamavano, per questo, anche " Madre Confessora" o " L'Esercito della Salvezza". Aveva sempre, negli ultimi tempi, qualche " figlioccio o figlioccia" da aiutare, anche con l'umorismo o la critica buona, sdrammatizzante per ridimensionare. Anima dell'Associazione Se.Co. ( Servizio e Condivisione) e delle Missioni nelle Filippine, in Cina, Giappone, Australia, aveva portato, in quei posti, la sua fede e la carità intelligente di chi sa indossare i panni degli altri e farsi povera , piccola, ultima fra gli ultimi. " Prima di tutto farsi loro" a imitazione di Dio che si è fatto noi. Questo era Madre Agostina. Non ha cessato di esserlo.
Gli Amici del Faloria, durante la Santa Messa esequiale, hanno pregato ringraziando il Signore per il dono di Madre Agostina:
L'Associazione 'Amici del Faloria', ricordando con grande affetto e rimpianto Madre Agostina e le gioiose giornate trascorse insieme a Cortina, vuole ringraziarLa per la sua opera di fede svolta tra gli Amici e partecipa alla
scomparsa:
A nome di tutti i Soci dell'Associazione Amici del Faloria esprimiamo per suo tramite, all'intera famiglia delle Orsoline il nostro più sincero dolore per la repentina perdita di Madre Agostina. Di lei ricordiamo il sorriso, la parola sempre pronta di conforto e di consiglio ed in particolare e sue mani con il santo rosario. Non mancheremo di ricordarla nelle nostre preghiere.
M. Gattamelata
La Madre Generale, Madre Maria Luisa Cappelletti,
invita quanti hanno conosciuto Madre Agostina a ricordarla partecipando all'iniziativa In ricordo di Madre Agostina.
(Di seguito riportiamo l'invito della Madre Generale)
Carissimi ( così mi permetto di rivolgermi),
innanzitutto desidero esprimere un vivo ringraziamento personale e a nome delle consorelle, per la viva e sentita partecipazione in questi momenti di sofferenza per il distacco dalla terra di Madre Agostina.
Voglio anche dire che ho ricevuto una sollecitazione che ha ben interpretato un mio profondo desiderio e che subito faccio mia, sostenendola e incoraggiandola pienamente. Eccola!
La nostra cara Madre Agostina ci ha lasciato ma non é morta. Vive dentro di noi, vive in quelle parole di cielo che sono diventate parte e lievito del nostro modo di essere e di pensare. La Sua cultura é stata, spesso, la nostra crescita. Per questo desideriamo ricordarla in un libretto della memoria, come richiestoci, insistentemente, da più parti, perché essa non vada perduta. Penso che ognuno di noi amici, abbia la Madre Agostina nel proprio cassetto dei ricordi: ti preghiamo perciò, di tirarne fuori uno, quello che vuoi tu ( lungo, corto, allegro, triste...), di scrivercelo e di inviarcelo al più presto, entro fine maggio. Vorremmo farne " un quadro" di parole da cui uscisse " vera" e nostra dal tempo e per il tempo futuro.
Si potrà spedire tale "ricordo" tramite e.mail a cappelletti@pcn.net o, per posta a me, M. Luisa Cappelletti, Orsoline Miss. S. Cuore, Via Nomentana 309, 00162 Roma.
Insieme a un gruppo di amici poi ... procederemo.
Con amicizia e con la certezza dell'aiuto di Madre Agostina per camminare nella vita con fedeltà al Signore, nella chiesa per il mondo vi saluto e vi ringrazio ancora della affettuosa partecipazione
Unita nel Signore Gesù
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