Gigi. Luigi Butturini di Roberta Oliva con supervisione di Vittorio Buongiorno
Gigi. Luigi Butturini. Ma per tutti noi (oggi quaranta-cinquantenni "ragazzi del Faloria") amici di sempre: Gigi. Per me soprattutto, nel mio cuore, nella mia mente, nei miei ricordi, nella mia adolescenza, nella mia gioventù, nella mia vita di poi, di moglie, di madre, solo e sempre Gigi. L'amico. Il mio amico. L'amico di sempre. Quanto abbiamo condiviso, quanto ci ha unito, quanto abbiamo assaporato della vita insieme.
Eri una persona speciale, non sempre o non per tutti facile, ma unico e davvero speciale. E l'amicizia che ci ha legato è stata davvero unica e speciale. Chi di noi non ha imparato da te l'amore per la natura e la montagna, il senso di sfida, ma di rispetto che incute in tutti e che esige da ciascuno? Chi di noi non si è speso in fiumi di risate per le cose folli che solo tu sapevi dire e fare? Gite interminabili e di corsa, sui crinali e a rotta di collo nei canaloni, sulle cime più belle del mondo nelle nostre Dolomiti, con tanti amici e tante estati da gustare. Ma anche solo noi due, sui sentieri meno turistici e più ruvidi del tuo Appennino, a piedi o in moto, sfrecciando, coi contadini che ci guardavano come fossimo appena sbarcati da un'astronave, solo per arrivare al punto più alto e fermarci a guardare il sole che brillava sulle distese e sulle valli là sotto, solo per ammirare le stelle alpine o i gigli rossi selvatici e raccoglierne uno di nascosto per tua madre. Solo per ascoltare una musica che ti eri portato e guardare giù – sembrava di volare. Ma anche lunghe estati di pioggia, quelle che ora non usano più, passate a giocare a carte, a organizzare feste semplici come solo allora si sapeva fare, e parlare parlare parlare, sempre insieme, sempre amici, sempre a cantare, ad aspettare le stelle cadenti, a credere di poterle afferrare. E d'inverno sulla neve, nella neve, con la tua macchina a "pattinare", quei tramonti rapidissimi, precoci e unici, quei krapfen fragranti e il tepore dei rifugi dove andarsi a riparare.
E anche dopo, quando si cresce e si impara la vita adulta, la vita "vera", anche dopo, anche allora, sempre e solo Gigi. L'amico. Il mio amico. L'amico di sempre. Anche ora.
Ora che te ne sei andato c'è un enorme vuoto nel nostro cuore, nel mio cuore. Mancano le parole. Fa male solo a pensare. Però lo vogliamo riempire con tutti i ricordi che ci hai lasciato, con tutte le montagne, le corse in moto, le risate allegre, i gigli rossi, le stelle cadenti e tutto quello che ci hai saputo dare.
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