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Madre Felicita CARTOLARI: un filo lega Cortina al mondo
Madre Felicita CARTOLARI: un filo lega Cortina al mondo


Libero è chi ha la possibilità di scegliere,
Sa cosa scegliere e perché lo sceglie.
Questo è lo scopo dell'educatore:
Rendere la persona libera (M. Felicita)

Il 15 marzo 2007 è stato il 25° anniversario della morte di Madre Felicita Cartolari, fondatrice del Collegio-Liceo Linguistico Orsoline a Cortina d'Ampezzo nonché del mitico "FALORIA", che ancora oggi vede famiglie e giovani ritrovarsi per le vacanze invernali e/o estive e trascorrere giorni all'insegna della familiarità, amicizia e tranquillità. Proprio Madre Felicita, che rivolgeva tutta la sua attenzione alla famiglia, ebbe l'intuizione di trasformare la casa in una realtà che diventasse una sola famiglia sotto un unico tetto. Il progetto di Madre Felicita potrebbe essere riassunto con una sua frase:

Aiutare ognuno a scoprire in sé il progetto di Dio

Tutti gli Amici del Faloria, anche coloro che non l'hanno conosciuta, devono grande riconoscenza a Madre Felicita per aver avuto quest'idea, avveniristica per i suoi tempi, e che ora ci permette di crescere e rigenerarci tra le Dolomiti con uno spirito di serenità e fraternità che oggi viene "garantito" dalle Madri che portano avanti l'evangelizzazione sia nella Scuola Liceo linguistico sia tra gli Amici del Faloria che periodicamente frequentano il Faloria. Vogliamo ricordare Madre Felicita attraverso alcune testimonianze di ex allieve ed amiche.

Di Bice Oliva Pozzi


Durante il mio soggiorno estivo a Cortina ricordavo con una signora, ospite in quei giorni come me, di aver conosciuto Madre Agostina ai tempi della scuola a Parma, quando io frequentavo la scuola media e lei il liceo. La signora mi chiese se avessi conosciuto anche Madre Felicita. Mi resi conto allora di quante persone attualmente frequentano il Faloria, senza aver conosciuto le fondatrici, senza aver avuto la ventura di incontrare Madre Felicita. Io l'ho trovata sulla mia strada quando avevo undici anni e sono convinta che per me è stato un incontro determinante. A lei devo il dono della Fede, la mia formazione di donna, di sposa, di madre, di insegnante. Mi sembra giusto allora, in occasione, del 25° anniversario della sua morte ricordare la sua straordinaria figura e lo spirito della sua opera. Non è facile dire di lei, perché quanti la conobbero troveranno le parole inadeguate e quanti non la incontrarono non avranno sufficiente possibilità di coglierne lo spirito nella sua completezza. Ho ripreso tra le mani un piccolo libro pubblicato pochi anni dopo la sua scomparsa "Un filo nero intrecciato a molte vite" (Tipografia Benedettina Editrice 1985) e ne consiglio la lettura a quanti desiderano conoscerla meglio. In questi libretto, dalle parole di molti esce un ritratto variegato, perché ciascuno ha rielaborato secondo la propria esperienza l'incontro ed il ricordo, ma che può dare l'idea di come la sua vita sia stata sempre animata da una profonda fede e da una grande apertura verso gli altri, in particolare modo le giovani che hanno avuto la fortuna di incontrarla. Traggo alcuni spunti da questa pubblicazione.

"A me M. Felicita è parsa sempre una donna forte: forte nella fede, nell'amore di Dio, forte nell'umiltà e nella sofferenza, incrollabilmente forte nella fiducia verso la Divina Provvidenza, forte nell'amore verso gli altri in ognuno dei quali ricercava la verità del progetto di Dio." Così don Achille Comoretto (un grande figura di sacerdote ed educatore ) cappellano del Faloria fin dagli inizi.

Una ex alunna (Carla Alverà Boschi): "Io la ricordo aperta e curiosa all'esistenza, con una voglia tenace di trasformare tutto in positivo. M. Felicita riusciva a comunicare a ciascuna di noi questo messaggio importantissimo e fondamentale: tu sei unica, io ti sono amica, non ti giudico e ti voglio capire."

Il Faloria , grazie alla sua presenza, ha continuato a svolgere la funzione di riunirci nei periodi estivi, offrendoci la gioia di ritrovare anche persone perse di vista da anni o di intrecciare rapporti con nuovi amici, come osserva Franca Imperato Bruno: "Molte adolescenti, fatte adulte, sono ritornate con la famiglia per ritrovare questa particolare aria cortinese: i nostri figli sono cresciuti qui durante le vacanze estive, incontrandosi ad ogni agosto".

Se nell'organizzazione del collegio è sempre stata viva la preoccupazione di ricreare il più possibile l'ambiente familiare, nella casa per ferie questa caratteristica è ancora più tangibile. Dice Giorgio Grisanti : "In fondo che cos'è questo Faloria in estate se non un vero e proprio monumento alla famiglia?".

Sono molte altre le testimonianze che potrei citare ma voglio terminare con una riflessione personale. Alla fine dell'assemblea annuale di questo agosto 2007 mi chiedo: il Faloria è ancora così? Non c'è più la presenza magnetica di M. Felicita, non c'è più la figura dolce e garbata di M. Felicissima, non c'è più la silenziosa e tenace testimonianza di M. Metilde. Molti amici ci hanno lasciato e si sono uniti alle fondatrici nella Casa Celeste. Ma il Faloria resta ancora e se le presenze sono diverse, nuove e giovanili, lo spirito resta quello di sempre, perché Felicita era aperta al nuovo e al mondo, perché il progetto di M. Felicita non era suo, ma di Dio, ed il suo compito ( ed il nostro) è quello di aiutare Lui a realizzarlo, magari in altra prospettiva, ma sempre finalizzato alla crescita dei giovani e allo sviluppo della fede nel mondo.

Borse di Studio per i giovani


A 25 anni dalla scomparsa di Madre M .Felicita Cartolari, per ricordare il suo slancio educativo e la sua sapienza pedagogica, certe di interpretare e attualizzare la sua apertura di mente e cuore e la sua dedizione verso ogni persona, sono state istituite alcune borse di studio. Esse sono destinate a giovani, nei paesi del mondo dove le Orsoline Missionarie del Sacro Cuore sono presenti, con lo scopo di aiutarle a completare la loro istruzione e la loro formazione spirituale. Chiunque desideri partecipare a questa iniziativa, anche con un piccolo contributo, può, indicando nella causale la finalità, farlo avere ad una comunità dell'Istituto o versarlo presso

la filiale di Banca Intesa,
Via del Traforo, 146, 33-ROMA;
ABI 03069; CAB 05010; CIN E;
C/C n. 44547/95.

Per ulteriori chiarimenti ci si può mettere in contatto con la comunità delle Orsoline a Cortina.