Leonardo segreto Rivisitazione critica dell'Annunciazione (di Arch. Franca Manenti Valli)
Non mi legga chi non è matematico
nelli mia principi
Leonardo, Codice Windsor,
f. 191182
Nell'ambito delle conversazioni a carattere culturale degli Amici del Faloria la
sera del 11 agosto l'architetto Franca Manenti Valli ha presentato uno studio
in videoproiezione sulla tavola dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci, oggi
conservata presso la Galleria degli Uffizi a Firenze.
L'interesse che il dipinto
suscita anche all'estero è dimostrato dalla richiesta di questi giorni che ha
fatto il Giappone per averlo alla mostra Italia 2007, che si terrà nella
prossima primavera a Tokio.
L'estrazione tecnica della relatrice l'ha portata a
condurre una ricerca matematica sul dipinto, sollecitata proprio da
quell'accenno di “costruito" che definisce la scena alle spalle dei
protagonisti: l'angolo della dimora di Maria e il muretto di delimitazione
dell'hortus conclusus sul cui prato scende l'Angelo Gabriele. E al dipinto ha
applicato gli stessi parametri interpretativi che si convengono all'esegesi di
un'opera di architettura storica.
Innanzi tutto è stata fatta notare l'atipica
dimensione della tavola molto allungata in senso orizzontale e il peculiare
rapporto v5 che si instaura tra le dimensioni dei lati e che riprende le
proporzioni di un rettangolo dinamico utilizzato attraverso i secoli: dalla
planimetria del Partenone innalzato nel IV secolo a.C. alla tavola di Guernica
che Picasso dipinge nel XX secolo.
Per definire i punti estremi di un percorso
artistico che la vede recepita da sommi maestri in differenti campi
disciplinari. La campitura del dipinto è definita dall'accostamento di due
rettangoli aurei complementari e come tale potenzialmente idonea a molteplici
corrispondenze armoniche che si vengono a definire nel suo ambito. Infatti la
proporzione aurea è ancora presente nella tavola vinciana a posizionare lo
spigolo della dimora rispetto alla lunghezza e la quota superiore del parapetto
rispetto all'altezza. Così anche le figure dei protagonisti sono collocate in
modo che le loro bocche, da cui scaturiscono l'annuncio di Gabriele e la umile
risposta di Maria, sono correlate allo stesso mirabile rapporto.
Proprio a
Cortina, il giorno di Pasqua del 2004, è stata intuita dalla relatrice l'unità
di misura scelta dal Maestro per la composizione della tavola: il concio “pietra
angolare scartata dai costruttori" che è qui posto a testata d'angolo nella casa
della Vergine. L'emozionante scoperta ha consentito di leggere i valori
simbolici sottesi alla composizione pensati da Leonardo, o meglio suggeriti dai
monaci olivetani che avevano commissionato il dipinto, e ravvisare le vere
matrici matematiche ed emblematiche che danno significato trascendente al tema
dell'Annuncio.